Il progetto nasce dalla sensibilità di Chiara Pasetti, autrice e studiosa valenzana, che da anni dedica le sue ricerche alla figura di Antonia Pozzi (1912-1938). Pasetti, mossa dal Genius Loci delle sue radici, firma questo testo premiato al concorso internazionale “Per troppa vita che ho nel sangue” e oggi trasformato in un intenso monologo. Lo spettacolo, fedele agli intenti dell’associazione “Le Rêve et la vie”, esplora la solitudine e la passione della poetessa milanese, aprendo al contempo una riflessione storica sulle leggi razziali del 1938. Una produzione che conferma l’impegno della Pasetti nel valorizzare grandi figure femminili, portando sul palco temi di bruciante attualità come la depressione e l'affermazione della donna in ambiti intellettuali.
Con questo testo ha partecipato alla terza edizione del concorso internazionale “Per troppa vita che ho nel sangue”, indetto dal Comune di Pasturo, vincendo il primo premio per la sezione teatro.
Il lavoro è stato rappresentato con successo a Genova, Teatro Garage, in forma di lettura teatrale il 1° dicembre 2018, in occasione degli ottant’anni dalla morte della poetessa, ed è andato nuovamente in scena nell’ambito della rassegna ideata e curata dall’autrice, “Teatro e musica a Varigotti”, il 20 agosto 2019 in Piazza Libeccio a Varigotti (Finale Ligure).
In virtù dell’interesse suscitato dai suoi studi su Antonia Pozzi, e anche del fatto che MOI, lo spettacolo su Camille Claudel, a otto anni dal debutto è ancora in scena nei teatri italiani (previsto il 30 maggio nella rassegna off del Festival di Borgio Verezzi), l’autrice ha deciso di trasformare quella che finora era stata una lettura in un vero e proprio monologo.
Il testo del monologo, insieme a un saggio su Antonia Pozzi e a uno scritto del professor Eugenio Borgna, recentemente scomparso, sarà pubblicato a breve in un volume a sua firma per le edizioni Nino Aragno.
La vicenda di Antonia Pozzi consente di affrontare temi quali le conseguenze della solitudine, la sottovalutazione degli stati depressivi e l’importanza di sostenere una passione — cosa che nel caso della poetessa non avvenne, con esiti fatali. Inoltre il varo delle leggi razziali nel 1938, anno della sua morte, permette di aprire un dibattito sulla storia dell’Italia di quegli anni e sulla percezione del fascismo tra i giovani intellettuali lombardi.
Non da ultimo, riflettere sulle difficoltà di una donna nell’affermarsi in ambiti considerati “maschili” — arte, letteratura, filosofia — conserva grande attualità. Indagare la figura di una poetessa che fece della generosità, dell’accoglienza del diverso, della comprensione e della compassione alcune ragioni di vita appare oggi particolarmente significativo.
Per approfondire i contenuti e lo spirito dell'opera, lunedì 4 maggio alle ore 17:30 si terrà un incontro conoscitivo presso il Centro Comunale di Cultura di Valenza (piazza 31 Martiri 1, Valenza): Chiara Pasetti sarà intervistata dal direttore organizzativo del teatro, Angelo Giacobbe. L'appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza, con un'attenzione particolare al mondo della scuola.