Teatro Sociale di Valenza CULTURA, INCLUSIONE, SPETTACOLO.

STAGIONE
TEATRALE

Spettacolo 4
KULU ORR
CONTROL FREAK

"Divertente, accattivante e assolutamente unico, Control Freak è diverso da qualsiasi altro spettacolo. The Guardian Un one-man show travolgente che mescola circo, musica dal vivo, comicità e tecnologia in una coreografia imprevedibile e sorprendente. Un personaggio teneramente disastroso lotta con la scena, con sé stesso e con marchingegni ribelli che, però, riesce a domare. Tra giochi circensi, loop musicali e luci in movimento, crea dal vivo uno spettacolo mozzafiato dove ogni errore diventa meraviglia. Il pubblico è trascinato in un mondo dove Bach incontra Nina Simone, in cui i Beatles danzano con la tecnologia, e tutto prende vita in un inno all’ingegno, alla fragilità e al potere del gioco. Un’esperienza scenica unica, umana, geniale. Immaginate l’intero palco prende vita intorno a voi. Luci, musica, proiezioni video e macchine interagiscono in sintonia con l’artista. Una rete di sensori sofisticati è integrata nei costumi, negli oggetti di scena e negli strumenti musicali, trasformando il palco in un paesaggio magico e interattivo: le palline da giocoliere diventano veri e propri strumenti musicali, e il virtuoso performer suona e compone musica in aria, per la gioia del pubblico. Le corde di una chitarra controllano lo schermo, la musica e le luci del palco... immaginate cosa succede quando inizia a suonare un classico dei Red Hot Chili Peppers. Una giacca in fibra ottica diventa una console luminosa, trasformando la sala in una discoteca semplicemente battendo la giusta sequenza su di essa. Una tuta piena di sensori consente all'artista di modificare e ripetere i video in tempo reale su uno schermo gigante, mentre esegue una sfrenata routine di body percussion. Non dovrete solo assistere, potrete anche essere parte dello spettacolo. Gli spettatori vengono invitati a partecipare e a diventare parte della musica.

INFO

Kulu Orr
Musica, circo e tecnologia interattiva

7FEBBRAIO

ORE 21:00

Spettacolo 5
POEM / GABRIELE VACIS
ANTIGONE

Antigone mette in scena uno dei personaggi femminili più importanti della storia del teatro attraverso due tragedie: Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle, perché conoscendo gli antefatti è possibile comprendere meglio le scelte di Antigone. Poi ci sono le risposte degli attori ad alcune domande che il testo ci ha posto: Avete qualcosa per cui vale la pena vivere? Avete qualcosa per cui vale la pena morire? Quando avete compiuto azioni eccessive? Quando avete avuto paura per qualcuno? Quando è stato troppo tardi? Antigone nel corso dei secoli, dei millenni, è stata il simbolo della rivoluzione ma anche della conservazione più oscurantista. Negli ultimi anni, per esempio, era di moda prendere le parti di Creonte: Antigone potrebbe essere la sorella di un capomafia che pretende funerali con fuochi d’artificio per il fratello assassinato e Creonte il giudice che nega l’autorizzazione. All’epoca dei tragici, nel quinto secolo avanti Cristo, in Grecia, stavano inventando la democrazia. Ed Antigone potrebbe essere l’erede di un’aristocrazia che difende antichi privilegi di fronte al nuovo che avanza. È comprensibile che gli anni appena passati chiedessero legalità dopo decenni di leggi “ad personam”, che facessero il tifo per la ragion di Stato, che è Creonte. Per contro, quando io avevo l’età dei ragazzi che sono in scena nello spettacolo, ribellarsi era giusto! Com’era giusto per i genitori della mia generazione, che andavano in montagna a fare i partigiani quand’erano ancora adolescenti. Argomenti che coinvolgono l'umanità nel ventunesimo secolo come nel IV secolo a.C. Cristo, fino alle domande fondamentali a cui costringono settant'anni di pace in Europa: c'è qualcosa per cui saremmo disposti a morire? E, di conseguenza: per cosa vale la pena vivere? Sono questo i classici, comprendono la cosa e il suo contrario, contengono i paradossi, sono specchi che riflettono gli sguardi di un’epoca.

INFO

Compagnia Poem / Gabriele Vacis

27FEBBRAIO

ORE 21:00

Spettacolo 6
COLLETTIVO SENZA NUMERO CIVICO
CESAR BRIE
MORIREMO DOMANI

Il titolo Moriremo domani è tratto dalla canzone “We Might Be Dead By Tomorrow” di SOKO, che fa da leitmotiv dello spettacolo. E’ un invito a vivere con profondità chi siamo in ogni attimo del presente, un inno alla giovinezza e un augurio a porre la nostra attenzione all’oggi. “Il paradiso perduto, l’infanzia, l’adolescenza, la prima gioventù. Quei luoghi e situazioni in cui siamo stati disperatamente felici, in cui ci siamo chiesti chi fossimo, in cui abbiamo capito dove volevamo andare. I sogni, le vocazioni, gli amori, le delusioni, i tradimenti, le fedeltà, gli ora o mai, quando tutto era così nuovo da credere che soltanto noi eravamo in grado di capirlo, quando tutto era assoluto, unico, incondizionato, immenso e fragile.”: queste le riflessioni ed i pensieri che hanno animato il progetto, un mosaico di storie tratte dall’infanzia e dall’adolescenza degli attori-autori. Ricordi, angosce, scoperte, sogni e prime volte che hanno segnato il superamento di quella soglia invisibile verso l’età adulta. Racconti personali che attraverso il dispositivo teatrale cercano di farsi universali con lo scopo di far riaffiorare alla memoria dello spettatore le sue passioni, le sue delusioni, gli amori mai dimenticati, le masturbazioni improbabili, i giochi liberi e ingenui di un “altrove” ormai lontano. In scena pochi elementi semplici: il profilo di una porta, la rete di un letto singolo. Il resto dello spazio scenico è animato dalla presenza degli attori che contribuiscono alla creazione dei quadri come protagonisti narranti, come servi di scena e musicisti. Il collettivo “Senzanumerocivico” racchiude i dodici allievi del biennio 2021-2023 dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano. L’incontro del nostro gruppo con la poetica di Cèsar Brie avviene nel gennaio 2023, grazie ad un seminario di due settimane al termine delle quali nasce una preziosa bozza di lavoro. Membri di Senzanumerocivico presenti in questo spettacolo: Sebastiano Amidani, Teresa Noemi Bove, Gloria Busti, Alberto de Gaspari, Gionata Soncini, Gabriele Spataro, Chiara Terigi.

INFO

Collettivo senza numero civico
regia di César Brie

14MARZO

ORE 21:00

Spettacolo 7
LUCA BIZZARRI, ENZO PACI
& ANTONIO ZAVATTERI
LE NOSTRE DONNE

Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni. Un’amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po’ meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Ma Simon arriverà con quasi un’ora di ritardo dando ai due amici una motivazione sconvolgente. La partita di poker non avrà mai inizio e noi assisteremo a una serie di scontri verbali che potrebbero portare a una rottura definitiva della loro consolidata amicizia. Le Nostre Donne è una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous (Molière come miglior autore francofono nel 2010 per L’Illusione Coniugale) in cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe: dopo il grande successo al Theatre de Paris con Jean Reno e Daniel Auteuil in scena, lo stesso co-protagonista e regista Richard Berry ha realizzato nel 2015 il film omonimo (Nos femmes) con lo stesso Auteuil. Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi. In scena un nome notissimo come Luca Bizzarri recentemente tornato al suo primo amore, il teatro, Enzo Paci, apprezzato protagonista della film di Rai uno “Come è umano lei” sulla vita di Paolo Villaggio e Antonio Zavatteri, attore e regista teatrale, spesso apprezzato in fiction e film. Tutti e tre – come il regista Alberto Giusta – sono diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova, un vero marchio di fabbrica.

INFO

ironia, amicizia, verità in una travolgente commedia
Con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri
di Eric Assous
regia Alberto Giusta
co-produzione CMC/Nidodiragno | Teatro Stabile di Verona

28MARZO

ORE 21:00

Spettacolo 8
MARINA MASSIRONI & MONICA MICHELI
MA CHE RAZZA DI OTELLO?

Se a raccontarci l’Otello è Shakespeare è una tragedia, se ce lo racconta Verdi è un melodramma.
Ma quando la narrazione della fosca vicenda del Moro è affidata a un’autrice vivace - e appassionata melomane - come Lia Celi, il risultato è una inaspettata rilettura della storia dell’impresa verdiana, delle regole del melodramma e dei temi cari alla tragedia shakespeariana: la gelosia, il razzismo, il plagio, la calunnia.
Il gioco della riscrittura propone un inedito punto di vista al femminile rispetto alle eroine del melodramma e si apre a divertenti e amari cortocircuiti con l’attualità.
Marina Massironi restituisce al pubblico la genesi del capolavoro Verdiano con notizie storiche curiose, spunti d’attualità e riflessioni sulle dinamiche umane di cui il triangolo Otello-Iago-Desdemona si fa emblema, con umorismo sottile e spiazzante e momenti tragicamente appassionati. Il tutto accompagnato dalla timbrica cristallina dell’arpa di Monica Micheli.

INFO

Rapsodia per arpa e attrice alla riscoperta dell’Otello verdiano
con Marina Massironi, con Monica Micheli
di Lia Celi
Regia Massimo Navone
Distribuzione CMC/Nidodiragno

17APRILE

ORE 21:00

PER UNA SERATA SPECIALE

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Regala una serata speciale, fuori dalla routine. Regala l’emozione irripetibile di uno spettacolo live nello scenario di un teatro ottocentesco: un rito che si rinnova immutato nel tempo e che ti aspetta tra cristalli, velluti e affreschi d’epoca.